Porto assegnato: cosa significa, chi paga e la differenza con il porto franco

Risposta breve: porto assegnato vuol dire che il trasporto lo paga chi riceve la merce, al corriere, nel momento in cui la riceve. Il contrario è il porto franco, dove paga chi spedisce. È un termine da trasporto fra aziende, scritto sul documento di trasporto, e non va confuso con il contrassegno, dove il destinatario paga la merce e non il trasporto. Per un privato che spedisce online il porto assegnato in pratica non esiste: i siti di spedizione vendono solo in porto franco, e le alternative sono due, far comprare la spedizione a chi riceve o usare il contrassegno. Qui sotto cosa significa, chi paga e quando, la differenza con porto franco e contrassegno, quali corrieri lo fanno e cosa fare se sei un privato.
Cosa significa porto assegnato
Nel linguaggio dei trasporti il porto è il prezzo del trasporto. Porto assegnato significa che quel prezzo è assegnato al destinatario: lo paga lui, alla consegna, direttamente al corriere. Wikipedia lo descrive come un termine «di uso comune in italiano per designare una spedizione di merci, normalmente camionistica, con pagamento del trasporto a carico del destinatario».
La parola viene dal mondo dei camion e dei pallet, dove il trasporto si paga a fattura e chi spedisce e chi riceve sono due aziende. Il mittente consegna la merce al vettore e scrive «porto assegnato» sul documento di trasporto: da quel momento il vettore sa che il compenso lo deve chiedere a chi riceve, non a chi ha caricato.
In pratica il mittente non paga niente, il corriere porta la merce e alla consegna presenta il conto del trasporto al destinatario, di solito con una fattura. Se il destinatario non paga, il corriere non consegna.
Porto franco e porto assegnato: la differenza
La differenza è una sola: chi paga il trasporto. Tutto il resto, chi imballa, chi prenota il ritiro, chi è responsabile della merce in viaggio, può cambiare da contratto a contratto, ma nei due termini c'è scritto solo questo.
| Porto franco | Porto assegnato | |
|---|---|---|
| Chi paga il trasporto | Il mittente, quando prenota la spedizione | Il destinatario, alla consegna |
| Quando si paga | Prima che il pacco parta | Quando il pacco arriva |
| A chi si paga | Al sito o al corriere da cui si compra | Al corriere che consegna |
| Se chi deve pagare non paga | Il pacco non parte | Il pacco non viene consegnato e torna indietro |
| Chi lo usa | Tutti: privati, e-commerce, aziende | Aziende con contratto di trasporto |
| Nei siti di spedizioni online | Sempre | Mai |
Il porto franco è la regola nelle spedizioni fra privati e negli acquisti online: il negozio o il venditore compra la spedizione e la mette nel prezzo. Il porto assegnato è l'eccezione, e si usa quando è il destinatario ad aver chiesto la merce e ad avere un rapporto con il corriere, per esempio un rivenditore che fa venire i pezzi dal fornitore con il suo corriere di fiducia.
Chi paga il porto assegnato e quando
Paga il destinatario, nel momento della consegna. InPost, in una guida sul suo sito del gennaio 2026, lo dice così: «chi riceve la merce deve saldare il conto del trasporto direttamente al corriere al momento della consegna». La prassi, scrive Wikipedia, è che il corriere chieda il compenso «presentando una regolare fattura».
Questo vale fra aziende. Un privato che riceve un pacco in porto assegnato si trova il corriere alla porta che chiede soldi per il trasporto, e di solito non è pronto: non ha un contratto, non si aspetta una fattura, non sa quanto costa. È il motivo per cui i corrieri espresso lo offrono solo a chi ha un codice cliente, e perché a un privato conviene evitarlo.
Un punto che vale la pena sapere: nelle spedizioni in porto assegnato chi risponde della merce in viaggio è spesso il destinatario. InPost scrive che «il rischio di perdita o danneggiamento della merce passa al destinatario», con un richiamo alla resa Ex Works degli Incoterms. Non è una regola automatica, dipende dal contratto, ma è il senso del termine: la merce è tua da quando parte, e tu paghi chi la porta.
Porto assegnato e contrassegno non sono la stessa cosa
È la confusione più comune, e costa cara a chi la fa. Il contrassegno è un servizio accessorio del corriere: il destinatario paga, alla consegna, il valore della merce, e il corriere gira i soldi al mittente. Il trasporto, in contrassegno, lo ha già pagato il mittente. Nel porto assegnato il destinatario paga il trasporto, e la merce o l'ha già pagata o non la deve pagare.
| Porto franco | Porto assegnato | Contrassegno | |
|---|---|---|---|
| Il trasporto lo paga | Mittente | Destinatario, al corriere | Mittente |
| La merce la paga | A parte, fuori dalla spedizione | A parte, fuori dalla spedizione | Destinatario, al corriere, che gira i soldi al mittente |
| Chi lo può chiedere | Chiunque | Chi ha un contratto con il corriere | Chiunque, come accessorio a pagamento |
| Online su PaccoMeno | Sì | No | Sì, nell'ordine |
Le due cose possono anche sommarsi: InPost fa l'esempio del destinatario che «può trovarsi a pagare sia il valore dell'oggetto acquistato, sia il costo di trasporto (quest'ultimo in porto assegnato)». Se vendi qualcosa a un privato e vuoi i soldi alla consegna, quello che ti serve è il contrassegno, non il porto assegnato: come funziona, quanto costa e quando arrivano i soldi è in spedire un pacco in contrassegno.
Quali corrieri fanno il porto assegnato
Abbiamo guardato i siti dei corrieri il 1 novembre 2026. Il quadro è questo, e non è ricco.
- GLS ha un servizio accessorio che si chiama DestinationPayService: «GLS ti permette di far pagare la spedizione al destinatario nel momento in cui la riceve». Si chiede nella richiesta di ritiro o nel programma di etichettatura, quindi serve un contratto GLS. La pagina non dice quanto costa né come paga il destinatario.
- BRT: la pagina del servizio sul sito non esiste più e le FAQ non nominano il porto assegnato. L'unica traccia è una risposta per chi riceve: «se sei il destinatario della spedizione e non hai pagato i costi di trasporto al corriere o in filiale al momento del ritiro, contatta direttamente il tuo mittente». Chi ha un contratto BRT lo chiede alla sua filiale.
- TNT e FedEx: sul sito pubblico non abbiamo trovato una pagina sul porto assegnato. Chi ha un codice cliente lo chiede al commerciale.
- Poste Italiane: nessuna offerta in porto assegnato per i privati. Poste Delivery si paga allo sportello o online, in porto franco.
- InPost: la stessa guida che spiega il termine dice che il servizio InPost «è pensato per essere in porto franco».
Il senso è uno: il porto assegnato è un accordo fra un'azienda e il suo corriere, dentro un contratto. Non si compra con la carta di credito.
Porto assegnato per un privato: le alternative
Se sei un privato e vuoi che la spedizione la paghi chi riceve, hai tre strade che funzionano davvero.
- Fai comprare la spedizione al destinatario. È il porto assegnato fatto in casa: lui fa il preventivo con il suo indirizzo come arrivo e il tuo come partenza, paga, e ti manda l'etichetta da attaccare. Il corriere passa da te. Su PaccoMeno, sotto la lista dei prezzi, c'è il bottone «Copia link» e quello «WhatsApp»: gli giri il preventivo già compilato e lui lo paga dal telefono.
- Usa il contrassegno se quello che vuoi è farti pagare la merce. Lo scegli nell'ordine, il corriere incassa alla consegna e i soldi arrivano a te. Costa qualche euro in più e ha un tetto all'importo, diverso per corriere: BRT, per esempio, in contanti arriva fino a 5.000 €.
- Fatti rimborsare il trasporto a parte. Paghi tu la spedizione, che oggi per un pacco da 2 kg Roma → Milano parte da 5,45 € a un punto InPost e da 7,75 € con il ritiro a casa, e il destinatario ti gira la cifra con un bonifico o PayPal. Per cifre così è la strada più semplice.
Deve pagare chi riceve? Fai il preventivo, poi usa «Copia link» o «WhatsApp» sotto la lista dei prezzi: il destinatario apre la stessa ricerca e la paga lui.
Porto assegnato nelle spedizioni internazionali
Fuori dall'Italia il termine non si usa, e usarlo crea equivoci. Nelle spedizioni internazionali chi paga cosa è scritto negli Incoterms, le regole di resa della Camera di Commercio Internazionale: Wikipedia nota che porto assegnato è «usato talvolta e impropriamente anche nel caso di spedizioni internazionali», e che la resa che gli somiglia di più è la Ex Works (EXW), dove il venditore mette la merce a disposizione nel suo magazzino e tutto il resto, trasporto compreso, è a carico del compratore. In inglese il concetto più vicino è freight collect, il trasporto riscosso alla consegna.
Se spedisci all'estero da privato, la domanda giusta non è «porto franco o assegnato» ma chi paga trasporto, dogana e IVA all'arrivo. Lo spieghiamo in spedire un pacco all'estero.
Cosa scrivere sul documento di trasporto
Fra aziende il porto si indica sul DDT, il documento di trasporto, nel campo della causale o delle condizioni: «porto franco» o «porto assegnato». Secondo Wikipedia l'indicazione «vincola il soggetto che accetta il contratto di spedizione a richiedere ogni suo compenso al destinatario». Vale la pena scriverlo per esteso e non con sigle, e concordarlo prima con il destinatario: un porto assegnato non annunciato è un pacco rifiutato alla porta e un trasporto a vuoto, che qualcuno dovrà pagare lo stesso.
Nelle spedizioni comprate online il campo non esiste: la lettera di vettura che ricevi via email è già pagata, e il destinatario alla consegna non deve niente. Se lo vedi scritto nel nostro preventivo, «nessun costo alla consegna», è esattamente questo.
Domande frequenti sul porto assegnato
Cosa vuol dire porto assegnato?
Che il costo del trasporto lo paga il destinatario al corriere, al momento della consegna. Il mittente consegna la merce e non paga il trasporto.
Chi paga nel porto assegnato?
Il destinatario. Se rifiuta di pagare, il corriere non consegna e la merce torna indietro.
Che differenza c'è fra porto franco e porto assegnato?
Nel porto franco paga il trasporto chi spedisce, prima della partenza. Nel porto assegnato paga chi riceve, alla consegna. Cambia solo chi paga il trasporto.
Porto assegnato e contrassegno sono la stessa cosa?
No. Nel contrassegno il destinatario paga la merce, e il trasporto lo ha pagato il mittente. Nel porto assegnato il destinatario paga il trasporto.
Si può spedire in porto assegnato con Poste Italiane?
Per i privati no: sul sito di Poste non c'è un'offerta in porto assegnato, e Poste Delivery si paga alla partenza.
Si può fare il porto assegnato con un sito di spedizioni online?
No, su nessuno di quelli che conosciamo, PaccoMeno compreso: la spedizione la paga chi la compra. L'alternativa è girare il preventivo al destinatario e farla comprare a lui.
Come si dice porto assegnato in inglese?
Il termine più vicino è freight collect; nel Regno Unito si trova anche carriage forward. Nei contratti internazionali conta però la resa Incoterms, per esempio EXW, non la traduzione.
Chi risponde se la merce si rovina in un trasporto in porto assegnato?
Dipende dal contratto. Nella lettura più comune il rischio passa al destinatario, perché è lui che ha scelto e pagato il vettore. Per questo chi riceve in porto assegnato fa bene a controllare il collo alla consegna e a scrivere la riserva sul documento se è danneggiato.
Fonti, consultate il 1 novembre 2026: Porto assegnato su Wikipedia; DestinationPayService di GLS Italia; FAQ BRT; Porto franco e porto assegnato di InPost (23 gennaio 2026); sito di Poste Italiane e di TNT, senza riferimenti al porto assegnato; preventivo PaccoMeno del 1 novembre 2026 da Roma a Milano, 2 kg.
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